Afragola ... Quale futuro ?...
È fissata per domani mattina la Conferenza dei Servizi per il via libera alla realizzazione di cinque unità commerciali per la grande distribuzione non alimentari sul territorio di Afragola. Una decisione che impegna il futuro urbanistico della città e che per questo ha suscitato un vespaio di polemiche. Le critiche, durissime, sono sul fatto che la decisione sia stata presa mentre la città era senza Consiglio comunale e che quindi le forze politiche e sociali sono state tagliate fuori dal dibattito, dalla formulazione delle proposte e quindi dalla decisione. «I cittadini - dicono diversi esponenti politici e rappresentanti dei commericianti - hanno saputo del programma quando ormai non c’era più nulla da proporre, quando ormai ogni decisione era già stata presa dal commissario prefettizio Arturo Caccia Perugini e, per la verità, non è che il Comune ha provveduto a chiarire l’intera vicenda. Sia comunque chiaro: noi pretendiamo chiarezza». E così si è formato uno schieramento contrario all’iniziativa che vede inclusa la Provincia di Napoli, amministratori di diversi partiti e associazioni di categoria, che vogliono contrastare a tutti i costi questa realizzazione, per evitare a dir loro, «uno scempio del territorio, una cementificazione selvaggia». Per il fronte del sì, questa realizzazione, rappresenterebbe invece una grandissima opportunità per dare tante risposte alla città di Afragola anche in termini occupazionali. Tra i possibilisti è anche il primo cittadino Santo Salzano, che ha però chiesto di voler conoscere prima il parere della maggioranza, della minoranza e delle associazioni cittadine: «Deve essere una decisione unanime». Sul fronte del no troviamo in prima fila l'Ascom di Napoli con il suo presidente Maurizio Maddaloni, che contesta questa realizzazione, «perché rappresenterebbe una minaccia concreta per il piccolo commercio». Poi c'è chi lancia un grido d'allarme «sulla mancata pubblicità del mega-programma» e che quindi chiede «una commissione d’inchiesta». Tra questi c'è certamente Ciro Silvestro, candidato a sindaco alle ultime amministrative per il centro-destra: «C'è stata una assoluta mancanza di trasparenza su questa questione. Io come amministratore e cittadino ho saputo del fatto leggendo i giornali. E questa mi sembra una cosa gravissima». La Provincia, domani, chiederà, in sede di Conferenza dei Servizi, delucidazioni in merito a molte questioni che riguardano appunto la realizzazione delle cinque strutture commerciali. Di queste cinque, due sono previste nella zona del Cantariello, alle spalle dell'Euromercato e altre tre a ridosso dell'Ipercoop. Ci si chiede in provincia a chi toccherà pagare i lavori delle opere di urbanizzazione, lavori che, come nel caso del Cantartiello prevedovo la costruzione di un ponte. Inoltre con la realizzazione di queste cinque strutture, un terzo della grande distribuzione regionale sarà concentrata ad Afragola: un dato sul quale molti politici chiedono di fare piena luce.
Sono quindi tanti i dubbi a cui si chiede di dare una risposta. Quesiti a cui si devono dare delle risposte precise. Secondo la prassi, la Regione dopo aver ascoltato i partecipanti alla Conferenza dei Servizi, ha tempo 180 giorni per dare contestualmente l'ok per la licenza edilizia e la licenza di commercio. Altri interrogativi si pongono a proposito della stessa partecipazione alla Conferenza dei Servizi. Ci si chiede come mai la riunione non è stata prevista ad Afragola, e perché non si svolgerà a porte aperte come prevede la legge. Sono ombre che pesano su tutta la faccenda come l'approvazione del Pic (piano di investimento produttivo) rilasciata in fretta e furia poche settimane prima dell'insediamento della nuovo consiglio comunale, quando a governare la città c'era il commissario prefettizio Caccia Perugini. «Perché il sindaco è l'intero consiglio comunale non sospendono il Pic, e rivedono il tutto con calma?». Da più parti ci si chiede: «Perché si va di fretta ad approvare un progetto di così vaste proporzioni?». E ancora: «Noi crediamo - dicono i rappresentati delle associazioni - che la Regione non si assumerà la responsabilità di mandare avanti un progetto del quale la città di Afragola ne è venuta a conoscenza solo per caso».